Mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie”.

Alle Scuderie del Quirinale la nuova, inedita mostra sul grande poeta Ovidio. Un poeta e un uomo rivoluzionario vissuto 2.000 anni fa

????????????????????????????????????

Alle Scuderie del Quirinale si apre domani la mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie”.

Un percorso impegnativo intrapreso dalla curatrice da Francesca Ghedini per celebrare il bimillenario della morte del poeta Publio Ovidio Nasone, uno dei più amati della latinità per i versi che parlano d’amore, di miti e di storie di dei.

L’opera del grande poeta latino è “tradotta” negli infiniti richiami fatti di parole e immagini che hanno attraversato e segnato l’arte nei secoli. Un continuo rimando all’opera di Ovidio che ha intersecato il tempo fra antico e moderno. Trama e ordito delle diverse interpretazioni della capacità evocativa dei suoi versi.

Un “viaggio” fra 250 opere concesse in prestito da circa 80 musei tra italiani e internazionali provenienti da grandi collezioni pubbliche come il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, gli Uffizi di Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fino a preziose rarità provenienti dalla Fondazione Sorgente Group (Roma) dalla Biblioteca di Gotha in Germania, dal Museo Archeologico di Eretria in Grecia, dalla Royal Danish Library di Copenaghen.

Le opere, esposte nella mostra, accompagnano il racconto della vita del poeta e del suo rapporto contrastato con l’imperatore Augusto, che all’artista  inflisse la pena di uno spietato esilio sulle rive del Mar Nero. Sala dopo sala si scoprono i temi al centro dei suoi scritti: dalla prospettiva dello sguardo sul mondo femminile, da lui istruito sulle tecniche di seduzione, alla contrapposizione tra la dignitosa severità degli dèi ufficiali del principato con le vivaci e sensuali figure che animano i versi delle Metamorfosi.

Quasi un mondo fantastico, quello manifestato da Ovidio, un mondo basato sulla bellezza e sull’amore – un amore libero da vincoli e attento ai piaceri del corpo. Come una catarsi (in senso psicoanalitico) della fisicità e della fantasia.

Fra i tanti pezzi su cui soffermarsi appare il ritratto di Marcello (Fondazione Sorgente Group), giovane principe, designato alla successione imperiale ma morto prematuramente, nel tempo Augusteo. Si dice che l’imperatore, addolorato per la morte del nipote, gli intitolò l’omonimo teatro vicino al Tevere. Proprio lo stesso Ovidio allude al teatro di Marcello nella sua opera Tristia (rif. III, 12, 24-25). Per creare la linea dinastica, Augusto aveva dato in sposa la figlia Giulia al giovane condottiero, e secondo alcuni proprio di Giulia parla Ovidio negli Amores, suscitando i sospetti di una relazione amorosa del poeta con la fanciulla e, di conseguenza, l’ira dell’imperatore.

L’archeologo/scrittore Valerio Massimo Manfredi ci propone un suggestivo raffronto fra Ovidio e Marcello:Publio Ovidio Nasone, Marco Claudio Marcello: quale la relazione? Forse nessuna, forse una donna ? Quasi coetanei il poeta (43 a.C.) e il principe (42 a.C.) frequentarono la casa di Augusto, il primo nel circolo di Mecenate, il secondo in quanto designato successore di Augusto, marito di sua figlia Giulia.
E fu la spregiudicata Giulia a ispirare la lirica del poeta o, morto il principe, il poeta sentì la tentazione per la giovane, splendida vedova?

Intrecci e storie lontane nel tempo ma che mantengono vivissima la loro attualità e suscitano la nostra curiosità. Sicuramente, scorrendo l’intera mostra, ciascuno di noi proverà un’emozione, un ricordo, un riferimento e potrà portare con sé almeno un frammento dell’arte leggera e complessa del poeta/uomo Ovidio che con la sua parola ha fondato la cultura figurativa dell’Europa.

“Ovidio. Amori, miti e altre storie” – 17 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019 -Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio n° 16, Roma   Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00  Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30

© StudioColosseo s.r.l. - studiocolosseo@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014