Tornano ad addensarsi nubi fosche sul Vaticano. Il Cardinale australiano George Pell, ordinato sacerdote nel 1966, è accusato di pedofilia e di stupro. Il prelato era stato scelto nel 2014 da Papa Francesco per portare più trasparenza nelle finanze vaticane. I reati che gli vengono contestati si sarebbero consumati tra il 1976, quando era sacerdote a Ballarat, e il 2001, quando terminò la sua esperienza di arcivescovo di Melbourne.
Pell ha già dichiarato che si recherà in Australia per dimostrare di essere estraneo ai fatti. “Respingo le accuse contro di me – ha detto -, la sola ipotesi di abusi sessuali mi ripugna: ho informato il Papa e tornerò in Australia perché sono ansioso di presentarmi davanti ai giudici per difendermi strenuamente”. Rientrerà a Roma, ha aggiunto, “solo quando tutto sarà finalmente chiarito” e ha lamentato un “accanimento senza tregua” dai parte dei media per le indiscrezioni trapelate. Al fianco del porporato è apparso solo il direttore della Sala Stampa vaticana, che ha ribadito la “collaborazione fornita dal cardinale durante le indagini” e il “suo impegno nella lotta alla pedofilia”, anche durante il suo mandato episcopale in Australia.
Molto gravi le accuse. Le autorità australiane hanno fatto sapere che ci sono “più querelanti” che hanno raccontato di aver subito molestie e stupro negli anni ’70. Il vice commissario di polizia dello Stato australiano di Victoria, Shane Patton, ha dichiarato che la procedura seguita è la stessa adottata per qualsiasi altro indagato e che il cardinale è stato trattato nello stesso modo.