Roma: nonostante i divieti manifestazione pro Palestina a piazza Vittorio

Cartelli, striscioni, kefiah e bandiere palestinesi per ricordare "tutti i genocidi".

Cartelli, striscioni, kefiah e bandiere palestinesi per ricordare “tutti i genocidi”. In centinaia si sono riuniti in piazza Vittorio Emanuele, a Roma, nel giorno della Memoria per le vittime dell’Olocausto, per una manifestazione a sostegno della causa palestinese. Un cartello porta la scritta: “I genocidi sono tutti uguali”. “Mai più significa mai più per nessuno, stop doing what Hitler did to you”, è quanto si legge su un altro cartello. E ancora: “La memoria riguarda ogni epoca. Basta genocidi a Gaza”. In aria, oltre alle bandiere palestinesi, sventolano le bandiere di Potere al popolo, di Rifondazione comunista, dell’Usb e delle associazioni studentesche Cambiare e Osa. “Free Palestine, mai più apartheid”, “Palestina libera, Palestina rossa” e “from the River to the Sea Palestine will be free” sono alcuni dei cori intonati dai manifestanti. “Basta complicità con l’occupazione sionista, noi ai rapporti commerciali e militari tra Italia e Israele” si legge su uno striscione.

“Cessate il fuoco, giustizia per la Palestina, pace per due popoli”, è il testo di uno striscione firmato da Unione popolare e Rifondazione comunista. Alcuni manifestanti, invece, reggono un striscione con la scritta: “Stato italiano servo dello Stato di Israele e del sionismo”. Di fronte ai manifestanti è stato posizionato un furgone sopra il quale sono state installate delle casse. “Siamo qui per denunciare quanto sta avvenendo in Palestina con la responsabilità anche del nostro governo”, ha gridato un manifestante al microfono collegato alle casse. “Abbiamo deciso di scendere in piazza nonostante le restrizioni che ci hanno obbligato a non proseguire il corteo”, ha detto un altro attivisti. “Questi divieti – ha aggiunto – non hanno nulla a che fare con l’ordine pubblico ma è dettata da motivi politici. Vogliamo fare arrivare un segnale politico che non faremo un passo indietro rispetto alle intimidazioni che rimandiamo al mittente, così come le accuse di antisemitismo, che hanno l’obiettivo di delegittimare ogni azione di solidarietà con la Palestina”, ha concluso. Alcuni attacchi sono stati rivolti anche allo stato italiano e agli stati occidentali.

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