Si allarga il fronte del no contro il piano della Città metropolitana per i rifiuti della Capitale. La mappa regionale delle discariche e degli impianti di smaltimento spedita al ministero dell’Ambiente – su cui si rimpallano le responsabilità Regione e Città metropolitana – che individuerebbe sette aree idonee, ha scatenato la rivolta dei Municipi interessati.
Dopo il no di Fiumicino e Cerveteri (“non saremo la discarica di Roma”), a cui si è aggiunto anche quello di Ostia, è arrivato il dissenso dei quattro municipi romani indicati nella mappa. Solo che in questo caso – scrive la cronaca romana del Messaggero – si tratta di ex circoscrizioni tutte governate da esponenti dello stesso movimento pentastellato della sindaca Raggi. Insomma, si complica la situazione per la prima cittadina che già ieri rispondeva – indirettamente – al sindaco di Fiumicino Montino, spiegando la responsabilità dell’individuazione delle aree non è della Città metropolitana ma della Regione. Che, poco dopo, smentiva a sua volta precisando che suo compito è redigere il Piano rifiuti ma “la localizzazione degli impianti, tra le aree ritenute idonee dalla Città metropolitana di Roma e dalle altre province del Lazio, è invece una competenza degli enti locali”.
Tra le aree considerate idonee nella mappa, ci sarebbero una zona del distretto Tiburtino (IV) al confine con Guidonia; di un’area tra il X Municipio (Ostia) e il IX Municipio (Laurentino); di una zona al confine tra l’XI Municipio e il Comune di Fiumicino. Sembrerebbe essere inclusa anche un’area della circoscrizione (XIV) dove vive la sindaca Raggi. Altre zone invece sono state individuate lontano dai centro abitati di Cerveteri, Riano e Ladispoli.
Intanto, mentre i comitati di quartiere si dicono pronti a dare battaglia, i minisindaci buttano acqua sul fuoco chiedendo di aspettare notizie ufficiali o si dicono disposti a collaborare per soluzioni poco inquinanti, che non prevedano discariche. Di certo non aiuta a distendere gli animi la denuncia di Francesca Benevento (XII Municipio) – raccolta dal Messaggero – che racconta di essere stata aggredita da colleghi della stessa maggioranza per le sue posizioni sullo smaltimento dei rifiuti a Ponte Malnome. E non fa ben sperare sugli esiti futuri di questo scontro.