L’alto Lazio è stabile per quanto riguarda le domande di brevetto pubblicate dall’European patent office (Epo) a fronte di un contesto nazionale in cui viene registrata una crescita del 5 per cento. Sono infatti 49 le domande presentate dal 2008 al 2022 in provincia di Rieti e 37 in quella di Viterbo, fotografando un territorio che, pur avendo grandi potenzialità innovative, può sicuramente incrementare l’utilizzo degli strumenti di tutela della proprietà industriale a livello europeo. Lo riferisce in una nota la Camera di commercio di Rieti e Viterbo. Come emerge dall’analisi effettuata da Unioncamere e Dintec, dal 2016 l’aumento delle domande italiane di brevetto europeo è risultato pressoché continuo, con una variazione del 33 per cento tra il 2015 e il 2022, quando il nostro Paese ha raggiunto il miglior risultato del decennio, mantenendo così la quinta posizione per capacità inventiva nell’Epo tra i paesi Ue e l’undicesima tra tutti i paesi del mondo.
Tra il 2021 e il 2022 la crescita delle domande pubblicate dall’Epo è stata trainata dalle attività di ricerca, sviluppo e innovazione nel nord est e nel Mezzogiorno (rispettivamente, +6 per cento e +29 per cento). Nella prima macroarea le regioni più dinamiche sono risultate il Friuli-Venezia Giulia (+21 per cento) e il Trentino-Alto Adige (+12 per cento); nella seconda l’Abruzzo (+93 per cento), la Campania (+46 per cento) e la Puglia (+14 per cento). Nelle altre grandi circoscrizioni del Paese, le variazioni più significative nel numero delle domande si sono registrate in Liguria (+28 per cento) e in Umbria (+57 per cento). L’anno scorso l’88 per cento delle domande pubblicate (4.188) è arrivata dalle imprese, il 5 per cento dagli enti di ricerca e dalle Università, e il restante 7 per cento dagli inventori privati. Ed è proprio lo sviluppo delle capacità innovative delle imprese a fare la differenza: i brevetti provenienti dal settore produttivo sono cresciuti del 7 per cento rispetto al 2021, segno di una forte accelerazione sul fronte dell’innovazione radicale dei prodotti.
Le tecnologie della meccanica e dei mezzi di trasporto continuano a fare la parte da leone del Made in Italy: le domande di brevetto europeo in questi settori tecnologici sono 1.910 nel 2022, il 40 per cento del totale, e crescono considerevolmente (+124 rispetto al 2021, con un aumento del 7 per cento). Rispetto all’anno precedente, aumentano anche le domande di brevetto sulle nuove tecnologie di strumentazione e controllo (+76, con una crescita del 12 per cento) e quelle relative all’elettricità e all’elettronica (+68, con una crescita del 14 per cento). Guardando alle domande italiane nell’ambito delle Key enabling technologies (Ket), che, per la loro applicazione ad un gran numero di attività produttive sono fondamentali per la competitività delle imprese, con un totale di 985 pubblicazioni dell’Epo, esse hanno raggiunto il 21 per cento del totale, con un aumento dell’8 per cento rispetto al 2021.
Con 752 domande, quelle della manifattura avanzata rappresentano oltre il 76 per cento delle Ket, tanto che spiegano tutto il loro aumento in valore assoluto rispetto al 2021 (+76, con una crescita dell’11 per cento). Le domande italiane di brevetti con tecnologie green aumentano invece del 23 per cento rispetto al 2021; il 29 per cento di queste domande fa riferimento a quelle per la gestione e il trattamento dei rifiuti, cresciute del 22 per cento l’anno scorso. Le altre tecnologie verdi che hanno manifestato una dinamica notevole sono quelle per le energie alternative (+72 per cento) e quelle relative al design dei prodotti (+66 per cento).