La Regione Lazio accelera sulla riforma delle Ater, le Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica. Si tratta dei vecchi Istituti autonomi delle case popolari, che gestiscono un cospicuo patrimonio.
Gli uffici regionali stanno lavorando a una delibera che potrebbe arrivare in giunta prima della pausa estiva, o subito dopo. Ma prima la Regione Lazio vuole preparare un piano sgomberi contro gli occupanti abusivi e chi, per l’ammontare dei redditi, non avrebbe diritto agli alloggi. E in quest’ultimo caso, anche, adeguarne la posizione se si ha il titolo per godere dell’immobile.
L’obiettivo, terminato l’iter, è quello di arrivare a una proposta di legge da presentare in Consiglio regionale per l’approvazione. Quindi, non solo un nuovo regolamento che modifichi i criteri di assegnazione degli alloggi, ma una riforma complessiva e organica dell’intero sistema delle case popolari. Questo potrebbe portare a delle modifiche ai canoni di locazione, a nuovi limiti reddituali di accesso e permanenza da aggiornare e monitorare a una determinata cadenza, che potrebbe essere biennale.
Inoltre, modifiche che riguardano lo svolgimento del censimento reddituale-anagrafico. E, infine, un nuovo regolamento per stabilire i criteri di decadenza dall’assegnazione in caso di superamento dei limiti reddituali, oppure la possibilità di permanere pagando un canone più alto. La strada è ancora lunga, ma la giunta, guidata da Francesco Rocca, è quasi pronta a deliberare il primo atto di questo percorso normativo.
L’intenzione di riforma, in realtà, è stata già annunciata dallo stesso Rocca durante la conferenza stampa sui cento giorni della sua giunta. In quell’occasione Rocca ha ribadito anche la volontà di portare avanti un piano sgomberi contro gli occupanti abusivi. Il problema dei “ricchi” che occupano un alloggio illegalmente o senza essere in regola affligge in particolar modo Roma. E Rocca lo considera prioritario per la sua agenda, tanto d’aver già parlato con il prefetto Lamberto Giannini: presto, infatti, partirà un tavolo che coinvolgerà, oltre la Regione Lazio e la prefettura, anche il Comune di Roma, con l’obiettivo di liberare le case popolari dagli occupanti abusivi o regolamentare la posizione degli aventi diritto, ma che negli anni la loro condizione reddituale o patrimoniale è cambiata.
“Ora occorre ripristinare la legalità all’interno delle Ater”, ha detto ieri il presidente Rocca. Il piano sgomberi “è da vedere insieme al prefetto e riguarda tutte le presenze illegali partendo da coloro che hanno redditi importanti – ha spiegato -. Abbiamo scoperto persone che hanno redditi dichiarati superiori addirittura ai 300 mila euro, decine e decine sono persone che hanno redditi superiori ai 100 mila: sono persone che non hanno diritto a un alloggio popolare o all’edilizia residenziale. Queste sono case che vanno liberate e date a coloro che si trovano in una situazione di bisogno”, ha aggiunto Rocca.
Da una prima ricognizione ci sarebbero tra gli 800 e 1.000 nuclei familiari che abitano nelle case popolari, a Roma in zone come Prati e San Saba, con redditi decisamente oltre i limiti di legge, ovvero sopra i 300mila euro. Si tratta anche di affittuari di terza o quarta generazione, quindi con una situazione reddituale mutuata di parecchio nel corso degli anni e rispetto alla prima assegnazione, la cui evoluzione economica non è stata mai o poco monitorata. Il piano Rocca, prevede, dunque una verifica di quanti siano abusivi e quanti no: coloro che hanno diritto alla casa, ma superano i limiti di reddito, potranno rimanere con un canone di affitto adeguato, mentre per gli altri scatterebbe lo sgombero.
“Il prossimo passaggio sarà un tavolo col prefetto per individuare modi e forme per fare in modo che contestualmente agli sgomberi ci possano essere anche le assegnazioni degli alloggi, in maniera tale che non vi sia soluzione di continuità ove possibile per evitare occupazioni o altro, perché si tratta purtroppo di un circolo vizioso che dobbiamo combattere con ogni mezzo – ha sottolineato Rocca -. Mi risulta addirittura che pochi giorni fa a Ostia un appartenente alla famiglia Spada abbia rioccupato nuovamente un alloggio. Questo fenomeno criminale di controllo dell’edilizia residenziale pubblica è un qualcosa di intollerabile e vergognoso, e va combattuto con ogni mezzo, per cui il dialogo con la Prefettura su questo è essenziale”, ha concluso il presidente.