Stellantis: impegno consiglio regionale Lazio per salvare stabilimento di Piedimonte

La crisi della, multinazionale dell'automotive, dove è confluita anche Fca, nel Lazio ha prodotto 850 esuberi nello stabilimento di Piedimonte San Germano.

La Regione Lazio si impegna a fondo nel percorso di salvataggio e rilancio dello stabilimento industriale di Stellantis di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. È quanto previsto nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dalla seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Antonello Aurigemma. In particolare, sono due gli impegni contenuti nel dispositivo: una relazione periodica della giunta e del presidente Francesco Rocca al Consiglio regionale sull’attività del tavolo istituito dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, e la convocazione di un tavolo tecnico regionale a Cassino per il rilancio industriale di tutta l’area. La crisi di Stellantis, multinazionale dell’automotive dove è confluita anche Fca, nel Lazio ha prodotto 850 esuberi nello stabilimento di Piedimonte San Germano. La mozione. approvata dall’Aula della Pisana, è stata sottoscritta da tutti i gruppi: un forte segnale di unità, insomma, che ha percorso tutta la discussione che si è svolta in Aula. Nella sua relazione la vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha ricordato il lavoro già fatto dal tavolo istituito dal Governo e ha ribadito “la necessità di lavorare insieme. L’automotive deve diventare una priorità anche per l’Europa. Impensabile lasciare gli stati membri a confrontarsi da soli con colossi asiatici”.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore – deve essere innanzitutto di salvaguardare i livelli occupazionali, ma al tempo stesso dobbiamo pensare al futuro, allo sviluppo, dobbiamo rimanere competitivi sul versante ricerca e innovazione. Dobbiamo fare un piano strategico e verificarlo territorio per territorio. Una sorta di mappa degli aiuti, contributi, finanziamenti e fondi europei sia a livello nazionale e regionale. Perché non esiste una soluzione che vale per tutto, come non esiste che un territorio possa avere tutte le misure, incentivi e contributi perché sono limitati”, ha concluso Amgelilli. Il consigliere Alessio D’Amato di Azione, primo firmatario della richiesta di Consiglio straordinario, ha sottolineato come “proprio da oggi lo stabilimento Stellantis chiuderà per 40 giorni e alla ripresa la produzione avverrà su un unico turno, già annunciati dall’azienda 805 esuberi. La prospettiva di rilancio legata all’elettrico è nebulosa. Serve una voce unitaria della Regione Lazio”. Di “grande preoccupazione e clima di incertezza”, ha parlato anche Sara Battisti del Pd. “Impensabile che si venda una palazzina interna allo stabilimento senza interlocuzione con il governo. Quello stabilimento è stato costruito con i fondi pubblici. Preoccupati anche per l’idea di realizzare un impianto di smaltimenti dei rifiuti all’interno del sito industriale”, ha dichiarato Battisti. Daniele Maura di Fd’I ha ricordato “l’impegno del governo” e “il tavolo convocato per il 6 dicembre dal ministro Urso: l’obiettivo è garantire la produzione di un milione di auto negli stabilimenti italiani. Il management di Stellantis, francese, investe in Marocco e Algeria e svende immobili nel nostro Paese”.

Il consigliere Angelo Tripodi del gruppo misto ha ricordato gli ordini del giorno approvati nella scorsa legislatura e non attuati dalla Giunta, annunciando che “convocheremo una seduta della commissione Lavoro a Piedimonte San Germano. Troppa accelerazione sull’elettrico, bisogna prima preparare il Paese”. Mentre Laura Cartaginese della Lega ha parlato di necessità “di dare risposte ai cittadini, garantendo l’impegno della Regione”. Per Adriano Zuccalà del M5s “il mondo gira ad alta velocità, non possiamo stare fermi. Serve l’impegno del Governo per porre la questione a livello internazionale”. Infine Claudio Marotta di Verdi-Sinistra ha parlato di un “capitalismo italiano foraggiato per decenni dallo Stato, oggi diventato capitalismo di razzia. Essenziale mantenere livelli alti di ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie”.

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