Ama, tra sabotaggi e caos: città in ginocchio

Continua l’emergenza rifiuti. La Raggi denuncia sabotaggi, Renzi si dice pronto a spazzare Roma. Ma è un tutti contro tutti che non fa bene a nessuno e lascia la Capitale nel degrado

Continua l’emergenza rifiuti che assume – se non fosse drammaticamente seria – contorni anche comici. La sindaca Raggi ha denunciato dei sabotaggi all’impianto di Rocca Cencia che avrebbero paralizzato per cinque ore il Tmb: ignoti avrebbero inserito un secchiello nel tubo d’aria del motore di una risposta guastandola per lunghissimi minuti. Ma attribuire il caos che sta vivendo la raccolta dei rifiuti a sporadici atti di vandalismo sarebbe miope: la situazione, nonostante il cambio di gestione al vertice dell’Assessorato, non sembra destinata a migliorare.

 

Il commissario delle due strutture Colari, Luigi Palumbo, sta facendo i salti mortali ma le cose non cambiano. La Regione ha richiesto l’utilizzo degli impianti sequestrati a Cerroni, destinando a Malagrotta una parte dei rifiuti. Ma siamo in uno stallo che i ponti del 25 aprile e del 1° maggio hanno contribuito a rendere ancora più serio. Anche perché continua a mancare un piano industriale degno di questo nome che mobiliti uomini e risorse per arginare l’emergenza. Il I Municipio, che ha molte delle perle romane, è invaso da piccoli rifiuti (cartacce, bottiglie di plastica, confezioni) che hanno due padri: una carenza di manutenzione nello svuotare i cestini e una cronica inciviltà di cittadini e turisti che preferiscono gettare a terra la spazzatura piuttosto che fare qualche passo in più.

 

In mezzo a questa confusione, con un cda paralizzato, con lavoratori sfiduciati cui vengono chiesti straordinari che non portano a nulla, si devono registrare anche le intemerate della politica. Matteo Renzi, fresco di ri-elezione alla segreteria del Pd, si è detto pronto a organizzare squadre che puliscano la città e ha fissato per domenica prossima l’appuntamento. Un’idea neanche tanto originale – ci aveva già pensato Alessandro Gassman – che non è servita ad altro che a esacerbare ulteriormente gli animi: la giunta 5 Stelle ha prontamente chiesto altri soldi al Governo, sostenendo che vent’anni di mala gestio non si possano cancellare – è proprio il caso di dirlo – con un colpo di ramazza.

 

In conclusione, mentre la Regione è pronta a fissare un nuovo summit d’urgenza con il Comune per verificare la possibilità di nuove strategie, l’assessore Montanari ha chiesto alla Rida di Aprilia di aumentare la quantità di rifiuti romani lavorati nel loro trattamento (fino a 12-13 al giorno, ovvero il massimo consentito). La risposta è stata parzialmente positiva: ok, ma solo per due giorni. Perché la regione “non ha individuato una rete integrata per lo smaltimento finale”. Tradotto significa: non abbiamo posto per la vostra spazzatura. Mentre Roma soffoca.

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