Sky, lo strano gelo tra Regione e commissione

Zingaretti non risponderebbe agli appelli ai fatti della commissione pluralismo. Intanto l'azienda chiede un incontro "privato" al presidente Cangemi

Una sede di Sky

L’impegno sancito dalla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio della Regione Lazio, quattro giorni fa, è rimasto sulla carta. Quel fronte comune contro per ostacolare l’abbandono di Roma da parte di Sky rischia di rimanere solo una bella intenzione. Perchè, come è in grado di raccontare Radiocolonna.it, dalle parti della Regione Lazio sta calando uno strano gelo sulla vicenda.

Da giorni il presidente della commissione per il pluralismo nell’informazione nonchè primo promotore della mozione, Giuseppe Cangemi, starebbe infatti sollecitando il governatore del Lazio Nicola Zingaretti a mettere in pratica quanto scritto nero su bianco nella mozione. Da parte sua il presidente della Regione non avrebbe dato cenni di vita sulla causa contro la riorganizzazione della media company, che solo a Roma prevede 120 esuberi tra giornalisti e operatori.

Lo stesso Cangemi due giorni fa aveva sollecitato in una nota Zingaretti “a battere un colpo” perchè “il tempo stringe”. I vertici della Regione, confermano alcuni ambienti della commissione, non starebbero insomma prendendo con la dovuta serietà la questione, trincerandosi dietro uno strano silenzio, i cui motivi sono sconosciuti persino allo stesso Cangemi.

C’è però un’altra stranezza. Dopo aver disertato per ben due volte l’audizione in commissione pluralismo, i vertici di Sky Italia avrebbero chiesto un  incontro “ristretto” con Cangemi e la sua commissione. Senza insomma la partecipazione dei sindacati.

Nell’attesa che alla Regione qualcosa si muova per davvero, da Campidoglio arriva l’ennesimo appello, privo però delle necessarie misure concrete. Ieri era la sindaca di Roma Virginia Raggi, il vicesindaco Luca Bergamo, l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano, l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo e l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni hanno incontrato in Campidoglio le rappresentanze sindacali della sede romana di Sky Italia.

“La difesa del sito produttivo di Roma è una questione nazionale – ha sottolineato Raggi – in quanto attiene alle politiche di sviluppo del Paese in un settore strategico. Di fronte alla mobilitazione dei lavoratori, in sciopero e presidio domani a Montecitorio, le istituzioni devono parlare con una sola voce. Il governo, al massimo livello, deve essere investito della questione in particolar modo perché la vertenza Sky fa riferimento al rapporto tra grandi aziende e sviluppo del Paese. Un tema, quest’ultimo, che attiene in generale al più ampio dibattito sul ruolo strategico della Capitale d’Italia”.

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