Caldo torrido: Roma salvata dai nasoni, nascono le app per individuare le fontanelle

Da "I nasoni di Roma L'acqua è un diritto" a "Fontanelle d'Italia", passando per Waidy Wow l'app di Acea

Nasoni di Roma
Nasone di Roma

La città è di nuovo da bollino rosso e a salvare cittadini e turisti dal caldo ci pensano i nasoni, scrive oggi il dorso locale di Repubblica. Sin dal 1874: l’idea del primo sindaco di Roma dopo l’unità d’Italia, Luigi Pianciani, era di erogare acqua potabile gratis tanto nel Centro quanto nelle borgate affinché tutti potessero goderne. È ancora così e la cosiddetta “acqua del sindaco” è talmente amata che i romani non solo celebrano i nasoni col teatro di strada, ma si sono inventati anche un sistema per permettere a chiunque di capire dove si trova il nasone più vicino e come raggiungerlo: mappare i nasoni democratici.

Sono quasi 2.500 e continuano a distribuire acqua pubblica (e freschissima), sparsi nelle strade e nelle piazze di ogni quartiere della Capitale, tanto in Centro quanto in periferia. Per individuarla sono nate delle apposite applicazioni gratuite da scaricare sul cellulare, come quella che si chiama “I nasoni di Roma L’acqua è un diritto” oppure “Fontanelle d’Italia”.

Anche Acea ha deciso di mettere su una app dal nome Waidy Wow e permette di trovare fontanelle, fontane artistiche, case dell’acqua, sorgenti. Anche questa mappa permette di individuare il punto idrico più vicino: basta cliccarci sopra per trovare il percorso più breve tramite Google Maps. L

a ricerca del cilindro in ghisa con il cannello da cui esce l’acqua – conclude Repubblica – può essere anche l’occasione per un tour tra storia e curiosità. Ad esempio in via della Cordonata, nel mezzo della scalmata non lontana da via Nazionale, si trova un nasone nella sua versione originale, con tre bocchette anziché una, è lì dal 1872. Si passa poi alle fontane artistiche: da quella in via della Fontanella Borghese alla Barcaccia di Pietro e Gian Lorenzo Bernini in piazza di Spagna. Dalla fontana dei Libri a quella della Pigna, uniche nel loro genere sono poi le fontane realizzate nel 1927 da Pietro Lombardi per un motivo molto particolare: una sorta di rivalità con i nasoni in ghisa che all’epoca erano ritenuti antiestetici. Allontanandosi dal Centro, si arriva alla fontana della Carlotta che raffigura una fanciulla: secondo la leggenda popolare è la “garbata e bella” ostessa che accoglieva i viaggiatori e da cui deriverebbe il nome del caratteristico quartiere romano, Garbatella.

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