Sanità: Regione Lazio lavora per istituire fattore famiglia

In commissione è stata discussa la proposta di legge, a prima della consigliera di Fd'I Laura Corrotti, che ha lo scopo - si legge in una nota - "di realizzare uno strumento fiscale che renda giustizia alle famiglie e ai cittadini"

La Regione Lazio è al lavoro per l’istituzione del fattore famiglia. Ieri durante la commissione Sanità del Consiglio regionale – presieduta da Alessia Savo di Fratelli d’Italia –  si è tenuta la prima delle tre audizioni sulla proposta di legge, che vede come prima firmataria la consigliera di Fd’I Laura Corrotti.

“Lo strumento del fattore famiglia – si legge nella nota – consente alla Regione di migliorare l’equità familiare dei propri interventi, ispirandosi al principio di equità orizzontale, individuando e premiando con migliore precisione e giustizia le famiglie con maggiori carichi familiari, segnando un vero e proprio salto culturale nel sistema di valutazione della capacità contributiva dei cittadini invocato in Italia anche dalle maggiori associazioni familiari, per realizzare uno strumento fiscale che renda giustizia alle famiglie e ai cittadini”.

A essere ascoltati in commissione: Matteo Rizzolli dell’associazione nazionale Famiglie numerose; Matteo Fraioli di Pro Vita & famiglia; Pietro Varesi dell’associazione Family day; Elisabetta Gavasci Scala Moige Movimento Italiano Genitori; Vincenzo Miri dell’associazione Rete lenford – avvocatura per i diritti Lgbti+ e delegato dell’associazione famiglie Arcobaleno.

“Siamo felici che si inizi a mettere al centro la famiglia”, ha affermato Matteo Fraioli. “Attualmente registriamo una inerzia verso la differenziazione della tassazione tra nuclei familiari tanto da penalizzare quelli monoreddito e più numerose”, ha sostenuto Elisabetta Gavasci Scala.

Mentre per Vincenzo Mirri “non ci possono essere discriminazioni all’interno delle famiglie, vanno rispettate e tutelate tutte le forme di famiglia e unione”. Pietro Varesi ha riconosciuto che “la proposta di legge è un provvedimento di giustizia sociale e di rimozione di discriminazioni palesi, sostenendo che la domanda da porsi è: quanto costa non aiutare la famiglia”. Matteo Rizzolli ha fatto notare che da sempre resta inapplicato l’art. 53 della Costituzione che sancisce: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

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